La propoli e i pesticidi
23/02/2010
Il prodotto naturale non è innocuo perchè tale ed anzi può diventare dannoso se c'è lo zampino dell'uomo. E' quanto accaduto alla propoli, il rimedio salutistico più noto per la gola per le sue numerose proprietà antisettiche ed antibiotiche. E' uscito infatti sul settimanale 'il salvagente' un'inchiesta sulle contaminazioni con pesticidi, in particolare acaricidi, neurotossici per l'uomo, da parte di alcune aziende. Silvia Biasotto del Dipartimento di Sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino sottolinea "l'importanza del disegno di legge delega al governo per Nuove norme per l'utilizzo dei prodotti fitosanitari in Agricoltura per iniziativa del senatore Francesco Ferrante. Principio di precauzione, valutazione del rischio, tutela delle colture bio e la lotta integrata per un'agricoltura moderna, redditizia e sostenibile. Queste le misure al centro della norma che ci auspichiamo diventi presto legge dello Stato'. Ma veniamo ai fatti. L'8 febbraio scorso il Ministero della Salute ha lanciato un'allerta alimentare e ha notificato alla Ue il ritiro dal mercato italiano dei prodotti in questione. La misura è stata adottata dopo la scoperta da parte del Corpo Forestale dello Stato di 11mila confezioni contenenti 450mila pastiglie al propoli contaminato in provincia di Torino. L'operazione segue quella del 14 gennaio 2010, quando sono stati sequestrati dai militari 2mila confezioni di propoli in provincia di Forlì. I pesticidi riscontrati a livelli di 10 volte quelli consentiti, anche se vietati, sono il chlorfenvinphos, bandito dalla Ue dal 2003, e il coumaphos, parimenti vietato in apicoltura. Ma propoli a parte, la contaminazione che potrebbe non essere più controllabile e perciò estendersi a macchia d'olio è quella della cera d'api, utilizzata in molti derivati cosmetici ed anche come protezione per l'alveare e poichè la cera contaminata, è rigenerata in fogli appositi da apposite aziende, può accadere, come è accaduto, una silenziosa penetrazione delle sostanze tossiche anche in altre cere di altri alverari indenni dai pesticidi. E pensare che l'uso delle sostanze illegali è molto diffuso nel Nord Italia, sostiene il Salvagente. Il Codacons, da parte sua, ha annunciato di studiare una possibile Class Action.
tratto da:
http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=120161&id=
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